Aerosol e bambini: battaglia quotidiana !
2 Novembre 2019

Oggi voglio iniziare ponendovi una domanda: come ve la cavate con i lavaggi nasali?

Non so voi ma mio figlio non ne va matto e ogni sera devo braccarlo per pulirgli il naso dal muco.

Purtroppo il raffreddore è una delle malattie più diffuse: il naso si riempie di muco e non si riesce a respirare bene e, se non ci si soffia il naso, occorre che in qualche modo lo si pulisca! Un bambino impara a soffiarsi il naso attorno ai due anni, quindi prima di quella età bisogna purtroppo ricorrere a lavaggi con soluzione fisiologica.

I lavaggi nasali non hanno controindicazioni e, dopo un primo approccio con il pediatra, possono essere tranquillamente utilizzati dai genitori in funzione dei sintomi delle banali infezioni, anche per lunghi periodi o più volte nel corso dell’inverno. In linea generale i raffreddori, anche ricorrenti, non destano preoccupazione fino al momento in cui non iniziano a comparire secrezioni giallastre, indice di una possibile infezione che richiede una consulenza pediatrica per una terapia mirata, per evitare che un banale raffreddore si trasformi in sinusite o qualche altra situazione più seria.

Il lavaggio va effettuato con soluzioni a temperatura ambiente o appena intiepidite, quindi consiglio in inverno di scaldare un po’ la siringa o la pipetta sotto l’acqua corrente o a bagnomaria.

L’operazione è semplice, anche se alcuni bimbi non la gradiscono e tenerli fermi diventa difficile:

  1. Stendi il bambino nel fasciatoio (o comunque in un ripiano) e inclinagli leggermente la testa da un lato. Attenzione a non spingerla indietro altrimenti la soluzione di lavaggio finirà in gola, facendo tossire il piccolo.
  2. Introduci delicatamente la punta del flaconcino o siringa senza ago nella narice del lato più lontano dalla superficie di appoggio e spruzza il liquido delicatamente, ma con fermezza: lo vedrai uscire dalla narice opposta (quindi se il bambino è girato a destra spruzzerai la soluzione nella narice di sinistra e la vedrai uscire dalla narice di destra).
  3. Ripeti con l’altro lato.

Per aiutare il bambino a respirare meglio è importante anche umidificare gli ambienti domestici e mantenere una temperatura non superiore ai 18-20 gradi, invitare il bambino a bere spesso (o poppare se è un neonato allattato al seno) in modo da fluidificare il muco e favorirne l’espulsione, e alzare il materasso qualche centimetro dalla parte della testa, in modo che anche durante il sonno il muco scenda dalle cavità nasali senza intasarle.

I lavaggi nasali, però, non sono sempre necessari: ricordiamoci che un naso sano non ha bisogno di nessuna manutenzione in quanto è dotato di un sistema di auto-pulizia. Infatti dal naso in giù sono presenti  tanti piccoli “bastoncini” che si muovono e battono dall’alto verso il basso per eliminare le secrezioni che normalmente si accumulano e che vengono prodotte dal nostro corpo; quando c’è un problema (come un raffreddore) questa capacità di movimento e di pulizia è rallentata.  Inoltre neonati e lattanti di pochi mesi respirano spesso in modo rumoroso soprattutto durante il sonno, emettendo piccoli grugniti e strani suoni che, alle orecchie drizzate dei genitori, potrebbero sembrare rumore del catarro e del naso chiuso. Immagino che un pargolo sano, se potesse parlare, direbbe che preferisce di gran lunga ronfare anziché esser torturato con acqua salata nel naso!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *