La magia del Natale
20 Dicembre 2019

<<Pronto Dottore? Buongiorno, la chiamo perché da ieri, al ritorno dall’asilo, mio figlio ha cominciato ad avere il naso che cola, gli occhi lucidi e stanotte ha tossito in continuazione, cosa posso fare? >>

Quante volte al giorno i pediatri si sentiranno  fare questa domanda nel periodo in cui gli asili e le scuole materne sono aperti? Immagino un numero infinito! C’è infatti una stretta relazione tra l’apertura delle scuole e l’incremento delle malattie delle vie respiratorie, tanto è vero che alcuni pediatri ormai utilizzano il termine “asilite” per denominare queste patologie che in genere fanno star male i bambini per almeno una settimana.

Oggi parliamo di tosse: cosa ci comunica? Sono tutte uguali o ne esistono di tanti tipi?

La tosse, come la febbre, è un sintomo e non una malattia, e solo in alcuni casi deve allarmare i genitori. Il rumore che si produce tossendo è il risultato di un meccanismo che sta funzionando, un naturale strumento di difesa e pulizia che serve a impedire l’ingresso nelle vie respiratorie profonde, o a rimuovere da esse, i virus, i batteri, il muco, le polveri, le sostanze estranee.

La tosse viene valutata in base alla sua durata in:

  1. Acuta se si risolve entro 3 settimane
  2. Subacuta se dura dalle 3 alle 8 settimane
  3. Cronica se dura più di 8 settimane

La acuta è la più comune, generalmente accompagna un raffreddore nelle infezioni da virus delle alte vie respiratorie. Dapprima secca ed insistente (soprattutto in orari serali e notturni), in qualche giorno diventa catarrale e meno frequente, fino a scomparire. Ciò che preoccupa i genitori è il ripetersi degli episodi, che da la percezione di una tosse “che non passa mai”, mentre è proprio l’alternanza di periodi di tosse secca e grassa a confermare che si tratta di episodi ripetuti.

Una forma di tosse acuta particolare è quella che riguarda la laringe, che ha un suono inconfondibile simile al verso emesso da una foca. In questo caso l’infiammazione colpisce le corde vocali, che si gonfiano, e generalmente è accompagnata da voce rauca.

Sono le infezioni più banali a causare le tossi più insistenti, quelle che non fanno dormire nessuno in casa e non sembrano calmarsi con niente, almeno la prima notte, con bambini che tossiscono senza smettere mai; nelle infezioni respiratorie più gravi, invece, la tosse spesso manca del tutto e sono presenti febbre e dolore. In qualsiasi caso meglio ricorrere al pediatra se il bambino ha meno di sei mesi, il respiro veloce e faticoso, con la pelle sotto le costole che “rientra” quando il torace si espande, un respiro che produce sibili e fischi, tutti sintomi di difficoltà respiratoria.

Riassumendo, dunque, la tosse è un meccanismo di difesa autolimitante e come tale, nelle classiche malattie da raffreddamento, dobbiamo considerarlo come un nostro alleato. Se però diventa troppo fastidiosa possiamo usare alcuni accorgimenti come arieggiare i locali, umidificare gli ambienti domestici, tenere la temperatura di casa attorno ai 18-20 gradi e non esporre il bambino a fumo di sigaretta (è dimostrato che i figli di fumatori si ammalano tre volte di più degli altri, anche se non si fuma in loro presenza).

E per quanto riguarda il miele? Studi scientifici indicano che il semplice uso di miele o di sciroppi a base di miele nei bambini al di sopra del primo anno di vita riduce il fastidio della tosse proteggendo le mucose e lubrificandole, riducendo lo sfregamento.

Cosa non usare: tutti i prodotti sedativi, senza prima aver consultato il Pediatra o il Farmacista, e tantomeno gli antibiotici.

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